Sono aperte le iscrizioni al laboratorio teatrale
LA TEMPESTA
organizzato dalle compagnie
LUNA E GNAC, SLAPSUS e AMBARADAN
Quando: mercoledì dalle 20 alle 23, a partire dal 14 ottobre 2009, per un totale di 30 incontri.
Dove: Centro socio culturale di via Biava 26, Valtesse, Bergamo.
Quanto: 300 euro.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
C’è un modo di stare sul palco che rimanda ad una sorta di naturalezza anche quando l’azione scenica non ha nulla di naturalistico. E’ un atteggiamento di apertura, di attenzione a tutto quello che ci circonda. E’ la capacità di cogliere negli altri attori, nello spazio, nel pubblico, ogni minima occasione per giocare, per mettersi in gioco.
E’ la capacità di stupirsi, e quindi di stupire.
Questo laboratorio si prefigge di esplorare e approfondire le potenzialità comunicative del linguaggio teatrale alla ricerca di quel particolare modo di porsi davanti a un pubblico che chiamiamo Presenza Scenica.
La ricerca avverrà tramite una serie di esercizi e di improvvisazioni provenienti dalla tradizione pedagogica del mimo, del clown, e del teatro di ricerca, sempre proposti con leggerezza e divertimento, ma con precisi obbiettivi:
- stemperare le naturali resistenze psicologiche e gli stereotipi di comunicazione superficiale, cercando di favorire la formazione di un gruppo omogeneo e disponibile.
- fornire strumenti di osservazione e di analisi della costituzione del corpo, delle sue possibilità di relazione con lo spazio e con gli altri, riappropriandosi delle più semplici. Lo sguardo, il respiro, il contatto, ecc.
- allenarsi alla tecnica dell’improvvisazione teatrale, affinando la capacità e la disponibilità a comunicare nel silenzio, nell’ascolto reciproco, nel gioco scenico.
Il laboratorio si rivolge a chi ha già avuto esperienze di corsi o laboratori teatrali ed intende proseguire il proprio percorso formativo. I partecipanti sono invitati ad indossare abiti comodi per potersi muovere liberamente.
Nella seconda parte dell’anno, da gennaio in poi, il lavoro verrà applicato alla creazione di uno spettacolo teatrale ispirato a “La Tempesta” di William Shakespeare.
L’isola su cui è ambientata la vicenda diventa lo spazio evocativo per esplorare diverse “stanze espressive”: il comico, il lavoro sul coro, la narrazione, il monologo, la ricerca di una verità espressiva partendo da un testo teatrale. Avendo sempre presente il teatro come luogo dove essere in comune sia possibile. Lo spettacolo che vorremmo creare nasce pensato per spazi non teatrali, inconsueti, dove gli spettatori possano fare un “incontro” con gli attori che sia anche un percorso, all’interno di scene e spazi differenti.
BREVE PRESENTAZIONE DEI DOCENTI
Lorenzo Baronchelli – autore, attore, giocoliere, fondatore di Ambaradan e membro del nucleo artistico Slapsus. Tra gli interpreti di “3×3=10″ (selezionato nel 2000 per il premio Stregatto) della compagnia Elsinor e di “Creature” (opera di circo teatro acrobatico africano per la regia di Marcello Chiarenza) della compagnia Arcipelago Circo Teatro.
Michele Cremaschi – autore, attore, membro del nucleo artistico “Slapsus”, presente al Festival di Santarcangelo 2003.
Michele Eynard – autore, attore, disegnatore e fumettista, co-fondatore della compagnia “Erbamil”, nella cui scuola ha insegnato per 19 anni, e membro del nucleo artistico “Luna e Gnac”. Ha diretto le produzioni “Rifiuti Umani”, “ViaVai”, “ManoLibera”, “Il giorno prima dell’inizio del mondo”.
Manuel Gregna – autore, attore, membro del nucleo artistico “Slapsus”. Nel 2002 interpreta la serie di cortometraggi “La famiglia sperperi, storie di ostinato consumo” per la regia di Fabio Comana. Dal 2004 collabora anche con la compagnia Teatro Minimo per lo spettacolo “Francesco di terra e di vento”.
Federica Molteni - attrice, danzatrice, membro del nucleo artistico “Luna e Gnac”. Ha studiato danza classica fin da bambina e proseguito poi gli studi di danza moderna, tip tap e danza contemporanea. E’ protagonista femminile dei cortometraggi comici “La famiglia sperperi, storie di ostinato consumo”. Autrice nello spettacolo “Il rovescio di Pierino e il Lupo”.
informazioni e iscrizioni
Michele Eynard 3343570763 – latempesta@ambaradan.org
Ecco il video de “Il Giorno prima dell’Inizio del Mondo”, nuovo spettacolo coprodotto con Scarlattine teatro e Michele Cremaschi
“La notte durava venti secondi, e venti secondi il GNAC. Per venti secondi si vedeva il cielo azzurro variegato di nuvole nere, la falce della luna crescente dorata, sottolineata da un impalpabile alone, e poi stelle che più le si guardava più infittivano la loro pungente piccolezza, fino allo spolverio della Via Lattea, tutto questo visto in fretta, ogni particolare su cui ci si fermava era qualcosa dell’insieme che si perdeva, perché i venti secondi finivano subito e cominciava il GNAC.
Il GNAC era una parte della scritta pubblicitaria SPAAK-COGNAC sul tetto di fronte, che stava venti secondi accesa e venti spenta, e quando era accesa non si vedeva nient’altro. La luna improvvisamente sbiadiva, il cielo diventava uniformemente nero e piatto, le stelle perdevano il brillio, e i gatti e le gatte che da dieci secondi lanciavano gnaulii d’amore muovendosi languidi uno incontro all’altro lungo le grondaie e le cimase, ora, col GNAC, s’acquattavano sulle tegole a pelo ritto, nella fosforescente luce al neon.”
- da Marcovaldo, di Italo Calvino.
LUNA E GNAC TEATRO nasce come prosecuzione di un percorso di ricerca teatrale iniziato e sviluppato all’interno della cooperativa teatrale Erbamil di Bergamo prima della sua scissione, avvenuta nel luglio del 2008.
La ricerca sul comico, sulla comunicazione non verbale, sulla naturalezza in scena, sul mescolamento e la contaminazione dei linguaggi, l’attenzione ai temi sociali, l’impegno per la difesa dell’ambiente, l’uso del teatro come strumento didattico, il linguaggio dell’ironia e della leggerezza: tutto questo fa parte del bagaglio di esperienza e di sensibilità che portiamo con noi e che intendiamo approfondire nei prossimi progetti di lavoro.
L’immagine iniziale del racconto di Calvino ci pare riassumere i temi che ci sono cari: la tendenza verso l’alto, verso una elevazione spirituale e poetica; e il brusco ritorno coi piedi per terra, nel piatto, monotono e assordante quotidiano. Il contrasto tra questi due universi antitetici e ugualmente necessari è il nostro terreno di ricerca.
